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Milan, Ibrahimovic: "Cardinale? Non importa se Gerry non c'è perché ci sono io"

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan IbrahimovicMOHAMMED SAAD / ANADOLU / Anadolu via AFP

Il Senior Advisor del club rossonero ha concesso un'intervista alla rivista GQ Italia: "Non sono un dipendente del Milan, lavoro per RedBird. Ma la mia responsabilità è chiara: portare il Milan dove gli spetta. Vincere".

Zlatan Ibrahimovic non si aspettava che i suoi primi mesi da dirigente del Milan sarebbero stati così complicati. Quantomeno non fino a questo punto. Sul piano dei risultati, infatti, dopo il trionfo inatteso in Supercoppa sono arrivate solo delusioni.

In un'intervista a GQ Italia, il Senior Advisor del club rossonero ha fatto, però, capire il progetto di Gerry Cardinale andrà giudicato sul lungo periodo. Questi i passaggi più significativi dell'intervista.

Il ritorno 

"È stato Gerry a volermi di nuovo qui.. Lui spinge. Spinge forte. Ora capisco perché ha successo: non molla mai. È il vero Wolf of Wall Street. Ottiene sempre quello che vuole. Alla fine, mi ha dato un’opportunità a cui non potevo dire di no. E poi anche mia moglie mi ha detto: 'Se ti conosco bene, so che dopo un po’ ti annoierai. Tu hai bisogno di una sfida. Vai, fai quello che devi fare e sii te stesso. E lei mi conosce e bene. E no, non c’entrano i soldi. Perché io non sono pagato dal Milan, capito? Non sono un dipendente del Milan. Io lavoro per RedBird. Ma la mia responsabilità è chiara: portare l’AC Milan dove gli spetta. Vincere'".

Cardinale

"C’è chi dice: 'Zlatan è arrogante'. E poi tutto viene elaborato e amplificato. Stare attento a quello che dico fa parte del cambiamento di ruolo. Prima ero un giocatore, rappresentavo me stesso. Ora rappresento qualcosa di molto più grande. Rappresento RedBird. E parlo con Gerry ogni giorno. Perché tanta gente dice: 'Cardinale è il proprietario, ma non è sempre qui'. Beh, non importa dove sia Gerry, perché c’è Ibra, dico, sorridendo. 'Bravo. Gerry ha tante altre cose a cui pensare, giusto?' Lo dice spesso: 'Questo non è il mio lavoro di tutti i giorni'. Ma gli importa, e molto. È molto legato al Milan, vuole avere successo, il Milan è assolutamente centrale nei piani di RedBird. Vuole riportare il Milan dove merita di stare. A modo suo, con la sua visione, la sua ambizione. E noi seguiamo quella strada. Lui ha messo le persone giuste a gestire il Milan. E ti dà la responsabilità, ma in cambio vuole una cosa semplice: i risultati".

Il futuro

"Il Milan è il club più famoso d’Italia. Noi rappresentiamo il calcio italiano nel mondo. Dna, mentalità, pedigree. I numeri parlano chiaro. Tutti parlano di noi. E se parlano di noi, significa che stiamo facendo qualcosa di grande. Una nuova mentalità. Il nostro management è giovane, internazionale. Gente con visioni diverse, ambizioni diverse: c’è fame. E questo è incredibile. Non abbiamo paura. Questa è la nostra forza. Facciamo quello in cui crediamo, senza paura, senza limiti, facciamo le cose a modo nostro. Non guardiamo gli altri. Andiamo avanti, sempre. Qualsiasi muro troviamo davanti? Lo sfondiamo. E fidati di me: noi siamo il rock and roll. Puntando sempre ai risultati. Siamo la nuova scuola".

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